Non riesco a conciliare lavoro e famiglia: come fare? • Cristina Pedretti Coaching
non riesco a conciliare lavoro e famiglia

Non riesco a conciliare lavoro e famiglia: come fare?

Quante volte ti colpevolizzi perché porti a casa i pensieri degli arretrati che hai al lavoro, domandandoti come fare per conciliarlo con la famiglia senza soccombere?

Quante volte hai iniziato la giornata lavorativa “con la luna storta” contaminando così, con il tuo umore, la serenità de* collegh*?

Credi davvero che per stare bene sia necessario separare la tua vita privata dal lavoro? …E se ti dicessi che è impossibile,  se non addirittura controproducente farlo? 

In questo articolo ti racconterò come lavorare su te stessa per conciliare efficacemente lavoro e famiglia, per raggiungere un equilibrio complessivo tra le varie aree della tua vita a partire dai tuoi bisogni e dalle tue ambizioni. 


SOMMARIO


Conciliare lavoro e vita non significa incastrare gli impegni 

La realizzazione femminile per come la intendo io è frutto di una vera e propria sinergia tra le diverse aree della vita che per noi donne sono ugualmente importanti.

Ad esempio per te potrebbe essere importante dare spazio al tuo progetto familiare senza pregiudicare il tuo percorso di carriera, oppure sviluppare una passione personale che per te è tanto importante quanto vivere serenamente la tua relazione di coppia. 

Come vedi i modi, le sfumature e le modalità con cui il mio motto SUCCESSI IN EQUILIBRIO si può concretizzare nella vita di ognuna di noi e quindi anche nella tua, sono differenti ma comunque accomunati dall’idea di fondo di una realizzazione a 360 gradi.

Diverse persone che si iscrivono al mio percorso 3MesixSvoltare mi raccontano spesso di sentirsi incalzate da un bisogno conciliativo piuttosto urgente: 

  • Alcune sentono la difficoltà nel far quadrare gli orari fissi del lavoro con gli impegni familiari o personali, 
  • altre sono persone che faticano proprio ad organizzarsi, ad impostare una gestione efficace della propria settimana, se non addirittura della propria giornata. 

In questo ultimo caso la difficoltà maggiore non è, come può sembrare in apparenza, quella di far quadrare gli eventi esterni ma acquisire le competenze necessarie a superare una iniziale incapacità personale di tipo organizzativo, di pianificazione, di organizzazione. 

Queste sono le sfumature del “problema conciliazione” che le persone percepiscono e mi portano sovente come problema da risolvere durante il lavoro insieme, ma quello che non vedono e, che probabilmente non vedi neppure tu se ti trovi in una situazione simile, è che se se desideri sentirti realizzata e soddisfatta diventare la maga degli incastri tra gli impegni non basta!

Se anche tu, quindi, stai immaginando te stessa come un’equilibrista che cerca di restare salda sul filo della routine, esistono immagini più confortanti e soprattutto modi migliori per poter raggiungere una realizzazione equilibrata tra lavoro e vita privata

Questo perché:

  1. mentre sei sul filo, nel tuo equilibrio precario, pensi che lo stesso fatto di restare in piedi sia qualcosa che devi agli altri affinché tutto si regga, un’ ennesima incombenza, ancora una volta un impegno che pesa su di te, mentre chi ti sta accanto (che sia il tuo compagno o marito, ma anche persone care come i tuoi genitori ma talvolta anche amiche o conoscenti) ritiene che coordinare le attività personali e quelle di lavoro nell’ambito della famiglia sia un aspetto che compete soltanto a te. 

Finché tu per prima non accetterai l’idea che individuare degli alleati è fondamentale, vivrai questa situazione con immenso stress e continua frustrazione, sentendoti incapace o sfinita nell’”arrivare dappertutto”!

  1. se decidi di percorrere quel filo, approcciando in maniera pratica e concreta la tua situazione ma lo fai senza aver prima definito una tua rotta, ti accorgerai ben presto che il tuo incastro apparentemente perfetto manca di fondamenta. 

Così al primo nodo sul filo, alla prima difficoltà o imprevisto la caduta sarà inevitabile. 

Con le donne che mi chiedono aiuto lavoro proprio su questo e, con soddisfazione, dopo i tre mesi di percorso insieme, esse riescono a definire una loro personale strategia per sentirsi realizzate e in equilibrio e che le accompagnerà anche nelle future situazioni in cui avranno l’impressione di sentirsi in bilico.

Ti faccio inoltre notare che fino ad ora abbiamo parlato di questo tema “al femminile”, dando per scontato riguardi solo le donne.

In realtà non è così! 

Ce lo hanno fatto credere per decenni ma, per fortuna, i tempi stanno lentamente cambiando. 

L’idea che conciliare vita e lavoro sia soltanto una capacità di incastrare gli impegni e che solo le donne debbano svilupparla è quindi un luogo comune, un modo come un altro di perpetuare degli stereotipi di genere che non tengono conto dell’aspetto realizzativo che per me invece è assolutamente fondamentale quando si parla di Equilibrio con la E maiuscola!

Fortunatamente anche gli uomini si stanno lentamente avvicinando alla necessità di un diverso equilibrio vita-lavoro, più paritario tra i generi rispetto ai carichi di cura, al piacere del vivere la propria famiglia e alle opportunità di carriera. 

La conciliazione non è quindi solo un tema femminile, ma di chiunque voglia realizzarsi con successo e in modo equilibrato .

Vuoi saperne di più sul mio percorso 3MesixSvoltare©?

Separare oppure conciliare lavoro e vita?

Mark, protagonista della serie televisiva Severance  alle prese con difficoltà di work-life balance, accetta di partecipare ad un programma di separazione chirurgica tra la vita privata e personale: in questo modo, una volta entrato in ufficio non ricorderà nulla della vita al di fuori del lavoro. 

Anche a te piacerebbe separare i pensieri legati al lavoro da quelli inerenti la tua vita privata, per poter vivere a “compartimenti stagni” e concentrarti totalmente sulle attività professionali quando sei in ufficio, per poi dimenticare tutto quando torni a casa?

Se sei oberata dagli obiettivi e dalle richieste, probabilmente la prima risposta che mi darai è Si!

Ma pensaci un attimo: 

  • Quanto sarebbe utile, quando rientri a casa e devi gestire le incombenze familiari, poter attingere alle energie e a quelle competenze manageriali sui cui vai tanto forte in azienda?
  • OPPURE… Perché dovresti privarti della gioia di portare al lavoro la carica che senti per aver vinto quella gara di corsa a cui ti preparavi da mesi?
  • O ANCORA: quanto migliorerebbero le tue relazioni professionali se riuscissi a mettere con il tuo capo o i tuoi colleghi un 10% di quella pazienza che alleni ogni giorno con i tuoi figli?!

Il lavoro è dentro la vita, fa parte di essa, non è qualcosa che le si oppone. 

Ed il punto non è quindi separare o bilanciare lavoro e vita privata a prescindere, ma allenarsi a filtrare le influenze negative e a favorire la circolazione di quelle positive tra i vari ambiti.

La serie Severance mette in scena una riflessione sociale, all’apparenza l’ambizione di molti datori di lavoro e forse anche lavoratori. 

Ma io non trovo che possa davvero funzionare, o che possa essere sano pensare di vivere sulla base di questa scissione tra le nostre esperienze. 

Al contrario le nostre risorse, passioni, emozioni, fragilità devono essere viste come un valore aggiunto anche sul lavoro. Vita privata ed esperienze professionali devono e possono dunque fare sinergia!

Questo è certamente ideale, ma non utopico: sicuramente possibile in un ambiente lavorativo all’avanguardia e attento ai temi del work-life balance. 

Diverse ricerche di società di recruiting ed HR management dimostrano infatti che, soprattutto i Millennials e le persone della GenZ sono più sensibili, rispetto alle generazioni precedenti, al tema della conciliazione, reputandolo molto più importante della soddisfazione economica e/o del realizzare obiettivi di carriera.

Siamo però ancora solo all’inizio di un lungo cammino che porterà al mondo dei miei sogni: un mondo in cui non si debba scegliere tra serenità e realizzazione e in cui conciliare sinergicamente le aree della propria vita sia la normalità.

E nel frattempo trovo sia utile che ciascuna di noi si dia da fare per accelerare questo processo, almeno nella propria vita.

Cosa ne pensi?

Sai, è in tuo potere farlo!

Per questo ogni giorno attraverso il Percorso 3MesixSvoltare io stessa faccio quanto è in mio potere per rendere reale il mio motto “SUCCESSI in EQUILIBRIO” per tutte le donne che mi chiedono aiuto.

 Allo stesso modo lavoro anche per aziende che vogliono avviare un progetto di conciliazione nella propria azienda per aiutare i* dipendenti a trovare il loro personale work-life balance.

Mamme alle prese con la conciliazione lavoro e famiglia

Essere una madre perfetta è uno dei tanti obiettivi delle donne di oggi, uno dei terreni su cui misurarsi, dimostrare di valere, di saper fare, di saper arrivare ovunque e sempre al top.

Al contrario di ciò che queste madri ostentano sui social, la vita di tutti i giorni più di frequente ci racconta di madri stanche, sfinite dalla difficoltà di gestire i figli, il lavoro, la casa senza trovare il tempo per dedicarsi alle proprie passioni e ai propri interessi.

Il paradigma della performance applicato alla maternità è quindi un tranello da evitare se desideri realizzarti con equilibrio come hanno fatto alcune mie clienti nel percorso 3MesixSvoltare.

Voglio raccontarti infatti di come, grazie a questo viaggio insieme, alcune mamme lavoratrici sono riuscite a trovare il giusto punto di equilibrio tra crescita professionale ed impegni familiari, a compiere le proprie scelte lavorative in coerenza con i valori più importanti per loro e a capire che valorizzarsi in un’area della propria vita porta enormi vantaggi e soddisfazioni anche nell’altra.

Perchè essere congruenti e coerenti con i nostri bisogni ci permette davvero di rinascere e di realizzarci come Donne nuove, piene di energie, consapevolezze e risorse da mettere in gioco per essere felici!

Il primo esempio che ti voglio portare è quello di L., una giovane neomamma alle prese con le difficoltà del rientro al lavoro dopo la maternità

Una difficoltà però non dovuta a pressioni particolari dei suoi colleghi o dei titolari oppure a cambiamenti oggettivi a suo svantaggio per quanto riguarda l’organizzazione o il suo contesto di lavoro, ma qualcosa di più profondo, legato a se stessa e al suo equilibrio personale. 

L. sentiva un forte senso di incapacità nel gestire tutti i nuovi impegni di mamma e nell’ incastrare tutte le attività quotidiane. Il doversi occupare di un nuovo piccolo ha naturalmente cambiato quelli che erano gli equilibri precedenti, la sua routine, le sue priorità, il modo di organizzare le giornate. Questa instabilità la faceva sentire inadeguata nei confronti delle sue colleghe o dei titolari in quanto la portava a dubitare perfino delle sue capacità personali ed organizzative.

Come puoi ben capire, soprattutto se anche tu sei una mamma, magari hai dei bimbi piccoli e stai vivendo la stessa situazione oppure l’hai vissuta in passato, si tratta di una situazione che arriva inaspettata e ti travolge: quando una donna diventa madre si trova infatti a dover trovare una quadra, integrare tutte le aree della sua vita, i vari aspetti per lei importanti. 

Come ho lavorato con L. nel percorso 3MesixSvoltare?

Prima di tutto aiutandola a ritrovare fiducia in se stessa, nelle sue capacità professionali ma, soprattutto, una fiducia più globale con la quale in qualche modo lei possa riuscire a riconoscersi nuovamente quel senso di capacità e di autoefficacia.

L. ha capito di non poter utilizzare le stesse strategie che funzionavano prima della maternità ma, insieme, abbiamo cercato nuove forme di organizzazione, di gestione e soprattutto un nuovo modo di sentirsi capace di portare un valore nel suo contesto professionale.

Allo stesso modo, nel prossimo video, potrai vedere come Anna ha lavorato con me sulla consapevolezza delle sue capacità messe in discussione da se stessa al rientro dalla maternità.

Consigli pratici di conciliazione vita lavoro verso la realizzazione di sé

Come ti anticipavo all’inizio dell’articolo, se pensi che conciliazione significhi semplicemente incastrare i tuoi doveri nell’agenda, stai tralasciando il motivo essenziale per cui il tempo sembra non bastarti mai

Spesso ti trovi a pensare a come molte possano credere che lo smartworking sia la panacea di ogni difficoltà di organizzazione quotidiana delle donne?

Ti senti incapace quando l’ennesimo imprevisto di lavoro scombina la tua gestione familiare?

Guardi il calendario e la tua to do list come fossero due serie di geroglifici incomprensibili e senza nessuna attinenza a ciò che vivi ogni giorno?

Ogni sera prima di chiudere gli occhi, ti chiedi se forse non sei tu ad essere sbagliata, quando desideri una famiglia senza voler rinunciare a un lavoro che valorizzi le tue competenze o a quei progetti che attivano le tue passioni?

No, non c’è nulla di sbagliato nell’essere ambiziosa e intraprendente.

Devi solo smettere di pensare che conciliare significhi incastrare slot di tempo come mattoncini di lego senza significato, dimenticandoti di quella dimensione di realizzazione personale complessiva che per te (per noi) conta.

Ti faccio qualche esempio pratico sulla base di alcune esperienze delle persone con cui ho lavorato nel mio percorso 3MesixSvoltare.

V. stava vivendo una situazione di particolare sovraccarico molto molto pesante all’interno del suo lavoro e in qualche modo questa situazione è diventata per lei talmente grande e talmente difficile da gestire che i pensieri lavorativi sono andati letteralmente ad invadere la sua vita privata e personale.

In una mail che mi ha inviato tra una sessione e l’altra mi raccontava i suoi progetti:

“La prossima settimana vorrei alzarmi alle 5.30 del mattino per fare un po’ di yoga, poi mi piacerebbe riprendere a cucinare… vedere delle amiche che ho trascurato…dare attenzioni al mio fidanzato… vorrei riprendere gli studi iscrivendomi ad un master, quindi sistemare il mio cv …”

La prima cosa che mi sono detta quando ho letto quel messaggio è stato: “Aiuto!!”

V. credeva paradossalmente di poter controbilanciare lo spazio eccessivo che stava dando al lavoro nella sua vita con altrettante attività entusiasmanti che facevano parte dei suoi interessi e desideri.

Questo non è però ciò di cui aveva bisogno in quel momento: come sarebbe riuscita, in concreto, ad inserire all’interno della sua pianificazione tutte quelle attività? Già solo il guardare l’agenda così intasata l’avrebbe portata ad una grande frustrazione che sarebbe sfociata in un profondo senso di fallimento. 

Come ho lavorato con V.?

Le ho suggerito che in quel momento in cui si sentiva priva di energie la strategia non poteva essere quella di aggiungere attività ma, casomai, di toglierne qualcuna per cominciare a prendersi cura di sé, del suo riposo, della sua salute e del suo equilibrio personale. 

A questo punto, V. ha realizzato che l’impostazione della sua routine era organizzata con il filtro del dover fare, del dover dimostrare agli altri (al suo capo, ai suoi genitori, a se stessa, alle sue amiche) senza però aver fatto prima un punto su di sé, quindi senza aver prima capito quali fossero in realtà le sue priorità, i suoi valori. 

Ti faccio un altro esempio parlandoti di M., con cui sto facendo un lavoro di ricostruzione personale che va ad impattare anche sulla ripresa della sua attività lavorativa che aveva deciso, per sua scelta, di lasciare circa due anni e mezzo fa.

Anche in questo caso, ovviamente, siamo partite da un lavoro sulla definizione dei suoi valori guida, dei suoi bisogni, delle sue esigenze, aspettative e prospettive future.

Successivamente siamo andate a lavorare in maniera un pochino più dettagliata e puntuale su tutto ciò che riguarda la sfera personale come quello della ricerca di lavoro. 

Grazie al percorso di riallineamento con se stessa, infatti, le opportunità di lavoro non hanno tardato ad arrivare in maniera quasi spontanea e, quando è venuto il momento di prepararsi ad una serie di colloqui le ho fatto alcune domande: 

“Secondo quale criterio valuterai se la proposta che ti faranno sarà per te interessante? Quale disponibilità oraria darai?”

Se prima del nostro percorso M., nella situazione di confusione in cui si trovava, avrebbe risposto spinta dalle aspettative esterne, quindi sarebbe stata pronta a mettersi a disposizione a qualsiasi condizione oraria, dopo tutto il lavoro fatto insieme invece, ha espresso la sua idea di lavoro in maniera chiara e decisa.

In questa sua risposta ho percepito che M. ha raggiunto la sua centratura, la sua piena consapevolezza

Con questo esempio volevo proprio mostrarti quanto un lavoro preventivo su di te influisca poi sulla tua agenda, sulla tua organizzazione, sulle scelte di nuove attività da inserire, di nuove proposte di lavoro, nuovi progetti professionali ma anche impegni personali che ti vuoi prendere.

Infatti solo se a monte hai fatto un ragionamento un po’ più approfondito su chi sei, cosa desideri e dove vuoi andare le risposte arriveranno chiare e le varie attività si inseriranno in maniera equilibrata e funzionante nella tua routine.

Attraverso i casi pratici di queste due mie clienti ho voluto dimostrarti come, appunto, la conciliazione non sia solo un far quadrare l’agenda e mettere insieme una serie di strategie di time management ma diventa una conseguenza spontanea di tutto un lavoro fatto preventivamente su di te. 

Quando hai provato a fare l’equilibrista sei stata sicuramente bravissima ad incastrare tutto nel migliore dei modi ma, la maggior parte delle volte, ti sarai messa all’ultimo posto.

Quello che invece devi provare a fare ora è focalizzarti sui tuoi aspetti realizzativi, cioè su ciò che per te è importante per farti sentire bene nelle diverse aree della tua vita. 

Solo così potrai sentirti una donna realizzata, soddisfatta a 360 gradi, pronta a cogliere le sfide quotidiane non più come semplici incastri di attività ma come tasselli di un piano d’azione più vasto, più importante e soprattutto più rilevante per te! 

Se anche tu continui ad ingannarti e da sola non fai altro che affondare ancora di più nella tua frustrazione, sarò felice di offrirti il mio supporto professionale per uscire da questo stallo!

Fissa la tua call informativa gratuita: faremo insieme una diagnosi della tua situazione attuale e per capire se il mio percorso può essere risolutivo per te, come per molte altre donne che si sentivano inadeguate e che sono poi riuscite, con il mio aiuto, a valorizzarsi in modo efficace, raggiungendo i propri obiettivi professionali.

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