Licenziarsi senza avere un altro lavoro per ritrovare il senso della propria vita
licenziarsi senza avere un altro lavoro

Licenziarsi senza avere un altro lavoro per ritrovare il senso della propria vita

Licenziarsi per ritrovare il senso della propria vita o vivere un maggior equilibrio: pare che sia una delle nuove “mode” del momento. 
I media utilizzano il termine GREAT RESIGNATION per definire il fenomeno delle dimissioni di massa, secondo alcuni sollecitate dalla crisi pandemica.
In base a ciò che mi comunicano le persone con cui lavoro in privato e in azienda, la mia percezione è che la pandemia abbia sollecitato tanti processi già in essere, e quello del BISOGNO di SVOLGERE UN LAVORO REALMENTE APPAGANTE è uno di questi.
Il lavoro è l’attività che impegna la maggior parte delle nostre giornate e molti cominciano a chiedersi se, oltre a soddisfare le necessità primarie personali e familiari, non debba cominciare ad assumere una valenza differente, rispondendo anche a bisogni di relazione, di realizzazione e addirittura spirituali
Nell’articolo di oggi ti racconto le esperienze di alcune persone che ho accompagnato in un cambio radicale di vita e di prospettive, mettendo in evidenza i punti salienti del loro percorso evolutivo e fornendoti alcune indicazioni iniziali su come poterti approcciare con profitto ad una svolta di carriera, se sei in un momento di crisi esistenziale. 

SOMMARIO

Dare le dimissioni: quando lasciare il lavoro significa ritrovare se stesse

F. ha deciso di iscriversi a 3MesiXSvoltare durante l’anno sabbatico che si è presa all’età di 35 anni, dopo aver lavorato per 10 come impiegata nel settore delle risorse umane. 

Il suo desiderio era quello di ritrovare sé stessa nelle passioni abbandonate da tempo: nei viaggi, nell’arte, nello studio. Ha quindi deciso di tornare sui libri per ottenere la Laurea Specialistica e di concedersi del tempo per la propria salute e per seguire i suoi figli in crescita.

Ha iniziato il Percorso con me con l’idea di definire la sua rotta professionale per i prossimi anni con una chiara consapevolezza: il denaro è secondario rispetto alle sue priorità.  

Ciò che desiderava fare con il mio aiuto era disegnare un progetto che le permettesse anzitutto di essere libera ed indipendente: libera di viaggiare, di imparare, di gestire il suo tempo in modo flessibile, di cambiare idea e programmi facilmente.

Nessuna ambizione di fama né di tipo economico, ma soprattutto nessuna adesione a modelli precostituiti.

Quando F. ha richiesto il mio aiuto, si trovava in un momento della sua evoluzione in cui il terreno era pronto per costruire la sua visione libera da condizionamenti. E così è riuscita a realizzare un modello di vita e lavoro perfettamente allineato a sé stessa, sulla base delle proprie regole.

Vuoi saperne di più sul mio percorso 3MesixSvoltare©?

Licenziarsi senza avere un altro lavoro

Dare le dimissioni senza avere un’alternativa è ciò che ha fatto F.

Del resto questa scelta è sempre più ricorrente, come attesta la recente indagine riportata da Michele Zaccardi su Forbes: il 36% dei dimissionari che hanno risposto all’intervista sulla “great resignation” ha lasciato il lavoro senza avere un nuovo impiego. 

Il report riportato da Zaccardi si conclude con la constatazione che la recente pandemia ha cambiato irrevocabilmente ciò che le persone si aspettano dal lavoro.

Ritengo che il tema possa essere ulteriormente esteso: la pandemia non ha fatto altro che accelerare le aspettative delle persone su moltissimi aspetti della loro vita, tanto che oggi più che mai dilaga un bisogno urgente ed endemico di senso.

Pare infatti che questo nervo scoperto stia spingendo molti a compiere scelte avventate, spesso senza un progetto alternativo di carriera o una visione per la propria vita e senza aver fatto un’attenta pianificazione dei rischi e delle conseguenze pratiche delle proprie decisioni.

Del resto, dal momento che il mio mindset mi spinge a cogliere l’opportunità in ogni cosa, è anche vero che per una persona che si trovi priva di un lavoro e di un progetto, l’assenza di una prospettiva, se da un lato può essere paralizzante, dall’altro può funzionare come leva per l’azione.

Rimettersi in azione era ciò che desiderava Mara dopo aver dato le dimissioni dal suo impiego, in stallo da 2 anni alla ricerca di lavoro senza un progetto in linea con le proprie capacità ed interessi.

Nell’intervista di seguito potrai ascoltare dalle sue parole con quale rapidità le opportunità le si sono presentate non appena ha ritrovato la sua centratura e una nuova chiarezza sulle sue intenzioni grazie al Percorso svolto insieme.

Due anni prima di incontrarmi aveva scelto di interrompere una lunga collaborazione professionale che non rispondeva più a ciò che desiderava e soprattutto non le permetteva di esprimere il proprio potenziale.

Dopo l’iniziale entusiasmo per la scelta di licenziarsi dal proprio posto di lavoro, il fatto di non avere nel frattempo definito delle alternative o un progetto di vita convincente l’aveva ben presto portata in una situazione di totale disorientamento in cui i pochi passi compiuti senza convinzione per rilanciarsi nel mondo del lavoro avevano generato zero risultati.

Purtroppo, pian piano, questa inefficacia ha fatto nascere in lei la convinzione di non valere, di non avere le competenze adeguate, di non riconoscersi nemmeno più.

Quando ha deciso di lavorare con me quindi, la priorità non è stata la ricerca di un lavoro (diversamente non avrebbe intrapreso il mio percorso, ma si sarebbe rivolta ad un’agenzia per il lavoro o ad un orientatore professionale): abbiamo cominciato a capire chi fosse lei, realmente.

Che cosa amasse fare.

Che cosa la facesse sentire viva.

Che cosa potesse anzitutto riattivare le sue energie ormai prosciugate dal rimuginare senza esito.

A quel punto BOOOM!

C’è stato un momento meraviglioso del lavoro insieme in cui l’ho vista svoltare: 

“Sono IO, Cristina! Non ci posso credere! Ora finalmente so che cosa voglio, cosa so fare e che cosa scrivere nel mio CV: non mi fa più paura farlo!”

E da quel momento al sopraggiungere “magico e improvviso” di opportunità di colloquio il passo è stato breve, anzi, istantaneo: ancora prima che cominciasse con la ricerca di lavoro, il mondo ha cominciato ad attivarsi per lei.

Non era più ostile o immobile, ma pronto ad accogliere e sostenere i suoi desideri, finalmente resi chiari e cristallini.

Cosa può insegnarti la YOLO generation sul lasciare un lavoro sicuro

“You only live once” (Si vive una volta sola) il motto reso celebre dal rapper Drake con l’acronimo YOLO, pare essere la filosofia di vita dilagante oggi tra gli under 30, ma in realtà sempre più ricercata da persone di tutte le età.

Le nuove tendenze della Yolo Economy sono state analizzate dal New York Times, che ha raccontato il bisogno di cambiamento di molti professionisti di tutte le età.

C’è chi, dopo anni di lavoro in grandi aziende desidera mettersi in proprio, chi cambia totalmente settore per dare spazio ad una propria passione, altri che semplicemente cambiano vita alla ricerca di un maggior equilibrio tra vita personale e lavoro.

Non è un caso che uno dei miei articoli più letti di sempre sia quello dedicato a come cambiare vita a 50 anni, a dimostrazione del fatto che è sempre possibile cambiare, se è ciò che desideriamo davvero.

Nella video-intervista che trovi di seguito Emanuele racconta la sua esperienza con 3MesiXSvoltare.

Quando mi ha contattata io stessa ho titubato un po’: non tanto perchè fosse uno dei pochi uomini ad avere il coraggio di approcciare il mio metodo, quanto perché la sua necessità era quella di ridisegnare completamente la sua vita:

  • trasferendosi all’estero per coronare la sua relazione, 
  • mettendosi alla ricerca di un nuovo lavoro, 
  • in un nuovo settore, 
  • e in un nuovo paese (la Svizzera!).

A nulla è valso il mio suggerimento di affidarsi a qualche Head Hunter esperto o ad un percorso di career shifting: sentiva che il mio Programma era ciò che faceva per lui in quel preciso momento della sua vita!

Ed io come potevo sottrarmi dall’assumermi questo impegno di fronte a tanta determinazione!? 

…E poi amo le sfide, ed ho deciso di coglierla con lui!

Come ti dicevo, Emanuele desiderava cambiare totalmente settore professionale.

  • Voleva riaccendere le competenze maturate oltre 25 anni prima all’Università e 
  • trovare un’azienda che risuonasse con i suoi valori.
  • Aveva bisogno di trovare anche una casa e di imparare una nuova lingua.
  • Il tutto mentre proseguiva la sua attività professionale nell’azienda di famiglia.

Capisci anche tu di quanti cambiamenti stiamo parlando, e di quale entità, vero!?!!!

Del resto, quando si decide di cambiare vita per realizzarsi le cose si fanno come si deve, altrimenti che senso ha!?

Con una forte motivazione e una buona dose di immaginazione a scaldare il motore nei momenti di calo delle energie e un piano d’azione con i fiocchi, anche le sfide più impegnative possono essere vinte!

Se anche tu continui ad ingannarti e da sola non fai altro che affondare ancora di più nella tua frustrazione, sarò felice di offrirti il mio supporto professionale per uscire da questo stallo!

Fissa la tua call informativa gratuita: faremo insieme una diagnosi della tua situazione attuale e per capire se il mio percorso può essere risolutivo per te, come per molte altre donne che si sentivano inadeguate e che sono poi riuscite, con il mio aiuto, a valorizzarsi in modo efficace, raggiungendo i propri obiettivi professionali.

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