Cosa si nasconde dietro la paura del successo? • Cristina Pedretti Coach
paura del successo

Cosa si nasconde dietro la paura del successo?

Hai mai pensato che la situazione di stallo che stai vivendo sia causata dalla paura del successo?

Ti sembra paradossale, eh!? Nonostante sia più facile credere che il freno alla tua realizzazione personale sia dato dalla paura di fallire, in questo articolo ti mostrerò quanto influisca invece il timore di farcela!

Questo perché siamo solite concepire la realizzazione professionale e quella famigliare come due vie parallele che non si possono incontrare:

“Sto riuscendo ad ottenere quel lavoro che mi farà guadagnare più di mio marito, e se la mia intraprendenza mi facesse poi rovinare i nostri equilibri!?” Se invece, vedendoti brillare, anche la tua famiglia passasse dalla paura del tuo successo alla scoperta di quanto sia meraviglioso evolversi insieme? 

Non negarti questa possibilità!


SOMMARIO


La paura del successo e il rischio dell’autosabotaggio

Quanto hai paura del successo?
Ti sembra impossibile poter aver paura del successo? Sembra strano, invece è proprio così. 

Se questa domanda ti ha così colpita, forse senti che qualcosa in queste parole risuona anche in te: una percezione che non riesci bene ad identificare, ma che ti appartiene tantissimo.

Dietro a questa paura ce ne sono sicuramente altre, ma il punto è che se sei spaventata da qualcosa è perché temi che quel cambiamento, quel raggiungimento, quell’obiettivo realizzato in realtà ti tolga più di quanto non possa darti.

Non è forse così!?… Se ti ascolti, lo sai.

E lo sapeva anche Fiorenza, una delle clienti che ha seguito il mio percorso 3MesixSvoltare e che, dopo la prima sessione insieme, mi ha raccontato entusiasta che il nostro dialogo l’aveva sbloccata su questa grande consapevolezza: fino a quel momento aveva ritenuto il suo successo impossibile perché NON concepiva di poter “superare” i risultati realizzati dai suoi genitori nella loro impresa.

Capisci quante cose stanno dietro a questo pensiero di fondo?

  • la tendenza a paragonarsi
  • la credenza per cui un figlio non possa superare le imprese dei genitori
  • il fatto di concepirsi come una “brava bambina” a cui non si addice l’ambizione

…potrei continuare…

Fino al momento dell’incontro con me non aveva preso consapevolezza a sufficienza di quanto questo pensiero la stesse portando sistematicamente a bloccarsi di fronte ai suoi successi un soffio prima di ottenerli.

Un altro tipo di blocco è quello che ha colpito Romina, che mi ha raccontato di come, nel momento in cui ha notato che alcune cose che prima le creavano difficoltà stavano cominciando ad andare nel verso giusto, ha iniziato a chiedersi se ci fosse qualcosa che non andava.

Era talmente abituata a soffrire che, nonostante le evidenze, il suo approccio era ancora quello di stare in allerta per cogliere i segnali negativi, per captare gli indizi che il suo ritrovato equilibrio sarebbe di nuovo andato in pezzi.

Ciò che è successo a Romina è un caso lampante di quando la paura del successo possa agire dentro di te come un sabotaggio subdolo e impercettibile, ma allo stesso tempo chirurgico ed efficace per farti stare ferma dove sei.

Le frasi autosabotanti che spesso queste donne si ripetono e che, forse, avrai provato anche tu sulla tua pelle sono:

“Mi sento finalmente bene, quindi sono pronta ad aspettarmi che tra poco accada qualcosa di terribile!”

“Acquistare la casa dei nostri sogni sarebbe meraviglioso, ma poi correrei tutto il giorno per tenerla in ordine…forse è meglio restare dove siamo”.

“Se mio figlio diventasse del tutto autonomo nei compiti, poi passeremmo ancora meno tempo insieme”.

Dietro tutte queste esclamazioni si nasconde un tuo profondo limite: la paura del successo e delle sue conseguenze.

Già, perché la felicità, al contrario di quanto siamo abituate a pensare, richiede, come tutte le cose, delle capacità e comporta delle conseguenze. Se desideri abbracciarla, ma in cuor tuo la temi anche tantissimo, per affrontare questa paura potresti cominciare a chiederti “che cosa ci sta dietro” e “che cosa temi di perdere”.

Nel video che segue ti voglio mostrare quanto questa paura del successo ti stia impedendo di creare la vita che desideri e spiegarti come, anche tu, puoi superare questa impasse!

Dove ha origine la paura di avere successo?

Ora che sei arrivata alla consapevolezza che i tuoi blocchi sono frutto della paura, vorrei fare con te un piccolo passo indietro per capirne l’origine, partendo da una riflessione sulle emozioni: la percezione consapevole delle emozioni è una delle principali caratteristiche che differenzia l’essere umano dagli animali. Le neuroscienze hanno infatti dimostrato che, mentre questi ultimi provano le emozioni in modo più istintivo, la specie umana ha sviluppato la capacità di riconoscerle consapevolmente e per questo è in grado di mettere in atto piani di azione.

Tuttavia di fronte ad un’emozione come la paura non sempre riusciamo a mantenere il pieno controllo perchè alcuni automatismi, fin da quando abitavamo le caverne, fanno prevalere l’istinto che ci permette di reagire velocemente in una situazione di pericolo percepito.

E per fortuna, aggiungerei! Altrimenti agiremmo di puro istinto senza calcolare i rischi e le conseguenze delle nostre azioni. 

Non fermarti quindi solo all’emozione primaria che stai percependo, e chiediti cosa questa  ti vuole comunicare.  

…Ti sta indicando che, forse, il successo è un diversivo alla tua paura di restare sola

Sii infinitamente grata a questo “blocco” perché è portatore di una preziosa introspezione: è la tua più grande opportunità per darti una seconda occasione di essere felice, ristrutturando la tua concezione del successo e – prima ancora – di te stessa.

Questo campanello di allarme è arrivato, quindi, per permetterti di ripartire dalla tua personale versione di successo, in modo da renderla effettivamente allineata con la parte più autentica di te!

Vuoi saperne di più sul mio percorso 3MesixSvoltare©?

Hai paura che il successo possa soffocare la tua identità?

Uno dei principali limiti delle persone orientate alla carriera è  quello di costruire buona parte della propria identità sull’”essere impegnate”.

Immagina queste donne in carriera alla stregua di Maryl Streep nel film “Il diavolo veste Prada”!

Sono persone che che basano il loro successo unicamente sui numeri:

  • il numero delle ore a densità elevata di attività;
  • il numero di mail/non lette;
  • il numero dei collaboratori in attesa di un riscontro;
  • il numero dei giorni di ferie dedicati al lavoro;
  • il numero di eventi familiari vissuti in differita.

Con l’aumentare del successo, questi numeri crescono esponenzialmente e diventano, man mano, gli unici parametri per misurarlo.

Si costruiscono così un successo basato sulla mancanza di aspetti fondamentali della vita a vantaggio di “risultati raggiunti” relativi a cose superflue e perdono la consapevolezza di sé stesse come esseri umani.  

Finché tutto fila nel flusso ininterrotto delle giornate frenetiche va, apparentemente, tutto bene.

Ma quando il flusso si inceppa, il vaso di pandora si scoperchia.

Può succedere infatti che le “persone di successo” arrivino ad un certo punto della loro vita in cui si trovano a perdere la loro identità: si accorgono in un attimo che era costruita sui pilastri sbagliati.

Dietro la paura del successo che stai provando in questo momento si cela forse proprio il desiderio di non voler “fare questa fine”? La paura che la tua identità professionale possa prevalere su quella personale? Oppure ti sembra già di sentire che il successo che ti sei costruita negli anni, per il quale hai sacrificato tanti tuoi interessi e passioni, abbia già in qualche misura soffocato la tua vera identità?

La paura di dover scegliere tra successo e famiglia 

Uno dei motivi per cui mi sento congruente quando dico che è possibile realizzarsi mantenendo ed anzi migliorando la propria relazione è che l’ho sperimentato sulla mia pelle.

Quando ho conosciuto mio marito 12 anni fa ero all’inizio della mia carriera professionale e 12 anni indietro rispetto ad oggi sulla mia evoluzione personale.

In quel momento uscivo da un tunnel di “povera me”, “ma perché io non trovo quello giusto?”, e bla bla bla, e devo dire che per i primi 2 anni il nostro rapporto non ha certo contribuito a rendermi più serena, anzi!

(Le amiche e i miei possono testimoniare che dico il vero!)

Quando però le cose hanno cominciato a fluire tra noi, io – che ancora stavo definendo la mia identità professionale e che sentivo forte il bisogno di lavorare su di me – ho dovuto cominciare a investire energie per fargli comprendere quanto lo sviluppo personale potesse farmi bene, a quali risultati mi avrebbe portata.

Sappiamo, però, che le parole sono parole e i fatti sono i fatti.

Sappiamo anche – come mi raccontano molte clienti – che probabilmente esiste un bias più specificamente maschile nel considerare percorsi di coaching e di cambiamento in genere come “aria fritta”.

Per cui no: non è stato immediato nemmeno per me convincerlo del contrario.

La mia fiducia istintiva in me stessa e nel mondo della crescita personale ha avuto bisogno per diverso tempo di essere sostenuta da me sola.

Poi, dopo qualche anno (ripeto anno!), mentre maturavo competenze ed esperienze, dalle intuizioni sono passata alle convinzioni.

E queste si sono fatte sempre più potenti.

E lui vedeva me sempre più determinata e capace.

Sono poi diventate tanto forti da spingermi a lasciare un lavoro sicuro come dipendente per quello autonomo.

E lui aveva paura, quanto o forse più di me, ma a quel punto la mia energia era talmente trascinante da portarlo a confermarmi il suo appoggio di fronte a questa scelta.

Ed ora che la mia scelta ha portato risultati, lui ne è felice ancora più di me, ed oggi anche lui crede come me che le attività di empowerment personale siano veramente valide e potenti, se svolte con professionalità e solide competenze.

È stato facile?

NO

È stato immediato?

Nemmeno.

È stato senza impatto per la nostra relazione?

Tutt’altro.

Ma la scelta di stare sotto la coperta di linus e di non seguire le tue ambizioni con la speranza che questo non comprometta la tua relazione è un’utopia.

Perché alla lunga, sarà proprio il tuo aver rinunciato a te stessa a rovinarla.

Alla strada  facile, immediata e senza impatto ho preferito un paziente e strategico miglioramento.

La stessa cosa hanno fatto anche le clienti che hanno partecipato al mio percorso 3MesixSvoltare: donne intraprendenti, determinate a lasciare il loro segno nel mondo attraverso ciò che fanno, donne per cui la realizzazione professionale è importante quanto quella personale.

Mi è capitato di frequente di doverle aiutare a portare equilibrio nella loro vita, che, senza accorgersene, avevano sbilanciato unicamente sul lavoro, nella corsa verso il raggiungimento dei propri obiettivi.

Se è vero che in alcune fasi della vita dare la priorità ad un progetto di carriera o alla propria formazione è necessario, è anche vero che mantenere per troppo tempo i vari aspetti della vita in situazione di disequilibrio può rivelarsi un punto di grande debolezza, oltre che fonte di dolore.

Perché le abitudini, piano piano, diventano automatismi che ci intrappolano e di cui ci accorgiamo quando ormai può essere troppo tardi.

E così potresti finire con il distruggere la tua famiglia perché la stai dando per scontata, mentre dedichi tutto il tuo tempo, compreso quello libero, ad evadere la check list del lavoro.

Da persona indipendente ed intraprendente, che deve dimostrare sempre e comunque di farcela senza nessun aiuto, potresti finire con il compromettere la tua salute al punto di dover dipendere dagli altri, per aver ignorato a lungo i segnali di allerta del tuo corpo.

La cosa buona è che, mentre nella testa giustifichi i tuoi comportamenti, la tua pancia e il tuo cuore lo sanno: sentono che stai rischiando di perdere qualcosa di importante.

E la paura di restare sola diventa realtà.

Presta attenzione a quei segnali: sei ancora in tempo per ascoltarli e fare della tua vita il capolavoro che desideri!

Nel video che segue troverai la mia proposta per definire un tuo personale modello di realizzazione che possa aiutarti a raggiungere i tuoi successi, certo, ma preservando il tuo equilibrio e la tua serenità di vita a 360°, senza il rischio di perdere ciò che ami.

Dalle paure al successo condiviso

Arrivata a questo punto spero di essere riuscita a dimostrarti, attraverso la mia esperienza ma, soprattutto, attraverso quella delle donne che hanno partecipato al percorso 3MesixSvoltare, che sia lecito non accettare che debbano esistere due TE distinte e che provare a conciliare le tue identità sia non solo possibile ma, raccomandabile per rispondere efficacemente al tuo bisogno di realizzazione. 

Mio marito Davide, dopo il forte scetticismo iniziale, vedendo quanto stesse aumentando il grado di soddisfazione della mia vita, è passato da quella paura terribile che io potessi un giorno essere diversa, alla scoperta di quanto sia meraviglioso evolverci insieme, cavalcando le onde del cambiamento continuo.

Così ogni passaggio successivo mi faceva maturare l’idea che un giorno avrei potuto vivere di coaching e formazione e l’”utopia” sembrava ogni volta sempre più “giusta”, oltre che sempre più sfidante ed elettrizzante!

Per questo sono arrivata ad oggi: al punto in cui anche lui gioisce con me di ogni successo delle mie clienti e dei feedback positivi che mi lasciano * partecipanti ai miei corsi o le aziende con cui collaboro.

Per cui, vedi, se hai qualche dubbio rispetto al fatto che un percorso personalizzato di svolta possa veramente aiutarti a diventare la donna che desideri e a poter gioire di questo, spazza via ogni dubbio e inizia la tua evoluzione!

Tu nel tempo cambierai. Non ci sono altre “storie” da raccontarsi.

E lo farà comunque anche la tua relazione (che dipende da fattori interni come i tuoi cambiamenti, i suoi, quelli della coppia nel suo insieme ma anche da fattori esterni).

A te, ora, il potere di decidere come farla evolvere.

Trovo che darsi il permesso di far crescere le proprie relazioni in un modo che includa anziché escludere le proprie ambizioni personali sia sempre e comunque un’ottima soluzione.

Mal che vada, se anche le circostanze esterne dovessero minare il rapporto, avresti almeno la certezza di non perdere te stessa mentre cerchi di salvarlo.

Forse sono dura, lo so, ma ti svelo un ultimo segreto: se lui ha paura di avere accanto una donna realizzata, probabilmente quello che c’è tra voi non può chiamarsi amore.

Perché gli uomini coraggiosi permettono – anzi aiutano – le loro compagne a brillare!

Se anche tu continui ad ingannarti e da sola non fai altro che affondare ancora di più nella tua frustrazione, sarò felice di offrirti il mio supporto professionale per uscire da questo stallo!

Fissa la tua call informativa gratuita: faremo insieme una diagnosi della tua situazione attuale e per capire se il mio percorso può essere risolutivo per te, come per molte altre donne che si sentivano inadeguate e che sono poi riuscite, con il mio aiuto, a valorizzarsi in modo efficace, raggiungendo i propri obiettivi professionali.

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