Amicizia e invidia femminile al lavoro: come difendersi • Cristina Pedretti Coach
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Amicizia e invidia femminile al lavoro

Quante volte ti sei trovata a fare i conti con l’invidia femminile, sul lavoro o addirittura in amicizia? 
L’hai subita, ma non puoi nascondere di averla anche provata:
“Ma com’è possibile che lei riesca così bene ed io continui a collezionare insoddisfazioni?”.

Nella vita così come nel lavoro: quante volte hai confuso i rapporti di lavoro con l’amicizia e l’amicizia con il lavoro?

Partendo da una riflessione sui modelli femminili ti mostrerò come, ribaltando la prospettiva, puoi mettere ordine nelle tue relazioni e, di conseguenza, viverle più serenamente. 

Non sei tu ad essere incapace: le donne che stai prendendo come riferimento potrebbero semplicemente incarnare un modello che per te non funziona!


SOMMARIO


La mia prima esperienza con l’invidia femminile

A 3 anni ho subito per la prima volta la cattiveria di un’altra donna.

L’invidia femminile è qualcosa di cui non amo parlare: è un sentimento che non mi appartiene e che ho però, purtroppo, sperimentato nell’essere oggetto di invidia altrui.

Non amo affrontare l’argomento e so per certo che molte persone leggendo questo articolo penseranno tra sé “Ma guarda questa, che presuntuosa! Dice di essere invidiata! Ma chi si crede di essere?!”.

Quindi al dolore causato dall’essere invidiata, ovvero ricoperta di risentimento, si unisce il rammarico di essere criticata per il fatto di dirlo o di esserne consapevole.

Chi ascolta e giudica si permette di insinuare il dubbio sul fatto che se una persona è invidiata ha fatto qualcosa per sollecitare questo sentimento. E così da vittima dell’invidia ne diventa la causa.
Già…
Non sta bene essere troppo brave.
Né troppo rispettose e composte.
Né troppo abili, capaci, brillanti o qualsiasi altra cosa.
L’eccellenza è scomoda a chi non la persegue.

La prima donna che mi è stata vicina e mi ha ascoltata in quell’occasione è stata la mia nonna Betti. Le avevo raccontato che la maestra con le scarpe a punta mi aveva preso a calci.
Ma come!?
Una bimba così tranquilla e silenziosa, sempre rispettosa delle indicazioni delle maestre, come poteva essere aggredita?

Per quale motivo?
E invece lei mi ha creduta senza dubitare un solo istante.

É andata dalla maestra e gliene ha cantate 4 dritte sul muso.

E la maestra, che era alta quasi due metri e minacciosa nei suoi abiti sempre neri e nella mise aggressiva, di fronte alla nonna Betti si era fatta improvvisamente piccola. 
La sua espressione colpevole non lasciava dubbi sul fatto che le cose fossero andate proprio come avevo raccontato.

Dopo quel primo episodio non lo fece mai più.
Nonna Betti 1 – maestra 0.

Ti stai chiedendo che cosa ha a che vedere questo con l’invidia?
Beh, è stata la prima volta in cui l’ho guardata in faccia.

Il mio essere una brava bambina la irritava.

Toccava delle corde dentro di lei che non sapeva mettere a tacere se non mortificandomi.

Ho vissuto questa situazione in forme differenti ma con lo stesso comune denominatore altre volte nella mia vita.

Si è trattato sempre di donne che mal sopportavano qualcuna delle mie caratteristiche.

Addirittura un’insegnante delle superiori era arrivata ad insinuare che il rapporto sereno tra me e mia madre fosse malsano perché si sa, in adolescenza è normale provare astio per il proprio genitore, soprattutto se si tratta di una donna così bella e tu sei alle prese con i brufoli e l’apparecchio nella fase dell’esplosione ormonale.

Donne che invidiano le donne insomma. 
Senza sapere quanto male facciano a sé stesse, oltre che alle altre.

Forse è per questo che dentro di me è nato pian piano il desiderio di aiutare altre donne, di vederle realizzate nella vita, di gioire insieme dei loro successi, di incitarle ad essere di ispirazione per altre.

È come se ad ogni botta ricevuta a causa dell’invidia il mio cuore scoppiasse dalla voglia di gridare: “BASTA: si può fare diversamente!”.

E fare diversamente può anche voler dire difendere una donna dall’invidia di un’altra.

Facciamolo tutte.

Quando sentiamo qualcuna che gode delle difficoltà di conciliazione di una donna in carriera perché “ha voluto essere ambiziosa, e adesso non può pretendere di andare d’accordo con i figli adolescenti”.

Quando vediamo chi squadra la collega dalla testa ai piedi irritata da quel look sempre perfetto indossato anche nelle giornate più buie.

Quando insinua che il successo imprenditoriale di una professionista sia stato ottenuto grazie al suo aspetto e forse a qualche altro compromesso e non dal suo talento e perseveranza.

Affinché il confronto con chi ha qualcosa che a noi manca sia uno stimolo a migliorarci, un’ispirazione ad ottenere i nostri successi ed equilibrio, non un motivo per levarli ad altre o per desiderare che possano perderli.

Io lo faccio ogni volta che posso: aiutando le donne con il mio percorso 3MesixSvoltare e condividendo ogni giorno contenuti che possano essere di supporto ed ispirazione.

Ed ogni volta è un nonna Betti 1/ invidia 0.

Vuoi saperne di più sul mio percorso 3MesixSvoltare©?

L’amicizia tra donne esiste?

L’invidia che ho subito negli anni e che ti ho voluto raccontare, apparentemente, potrebbe avvalorare la tesi che alla base del rapporto tra due donne vi sia unicamente rivalità. 

Questa idea nasce da stereotipi e luoghi comuni ancora molto radicati nella nostra società e che hanno rinforzato il preconcetto che l’amicizia tra donne non possa esistere.

Da esperta di crescita personale e di benessere femminile, penso invece che l’amicizia tra donne sia possibile, anche se le vere amiche si contano sulle dita di una mano… Le donne più fortunate le contano su due.

Ma che caratteristiche ha la donna che definiamo “amica”?

  • Per alcune donne avere una migliore amica significa avere una specie di sorella con cui guardare al mondo nello stesso modo.
  • Per altre essere amiche significa confidarsi ogni cosa, darsi consigli, tirarsi su nei momenti più tristi.
  • Per altre ancora l’amicizia tra donne può significare avere delle compagne con cui uscire e divertirsi, fare shopping, svagarsi e farsi belle.

Se penso a me, quello che mi colpisce sempre quando penso alle mie amiche è quanto siano diversi tra loro questi rapporti. L’amicizia tra due donne può infatti avere varie declinazioni, può trasformarsi nel tempo e nelle modalità.

L’amicizia tra donne è anzitutto una relazione, uno scambio, qualcosa che sboccia magari anche per caso ma che poi va coltivato nel tempo, come un fiore raro.

Ci sono le amiche d’infanzia, quelle con cui si condividono i primi anni di vita: i disegni col punteruolo all’asilo, le prove a fare la mamma giocando con le bambole, l’ebbrezza di nascondersi e di farsi trovare a nascondino. 

Poi passano gli anni, alcune si trasferiscono altrove con la famiglia, in un paese a qualche chilometro che a quell’età sembra l’altro capo del mondo… Altre, diventate adolescenti, vanno all’estero per studiare.

Qualche anno dopo alcune cominciano a sposarsi, o a diventare madri, e via via, come in un inesorabile imbuto, il tempo a disposizione per condividere momenti speciali con le amiche sembra ridursi sempre di più.

Ma nonostante questo le amicizie vere restano lì, resistono al tempo e ai chilometri.

Ed hai sempre la certezza che un giorno, dopo mille anni e senza bisogno di chiedere scusa, potrai prendere il telefono e chiamarle, trovando dall’altra parte comprensione, complicità, quel filo che sembra non sia mai stato interrotto.

Poi ci sono le amiche del liceo, quelle con cui cominci a condividere gli interessi, a raccontarti le prime esperienze d’amore, e i progetti per il futuro. 

Oppure hai sperimentato l’amicizia tra donne allenandoti per anni e duramente in uno sport, con accanto una donna con la tua stessa grinta e passione che nel tempo è diventata la tua amica più cara.

Molte di queste conoscenze svaniranno, poche altre resteranno come pietre miliari nel nostro percorso di crescita personale. 

Infine ci si affaccia al mondo del lavoro e può accadere che tra le colleghe, donne con cui in tanti casi sorgono situazioni di collaborazione forzata e di invidia, ce ne siano alcune con cui si comincia scambiandosi sorrisi sinceri al mattino, e qualche confidenza dolorosa nella pausa caffè, per passare poi a qualche serata di svago e finire con una frequentazione abituale.

Rare perle che ti ricordano che ogni occasione è buona per trovare alleate e compagne che possano supportarti nella tua evoluzione personale.

Insomma, potremmo dire che l’amicizia tra donne è come un continuo rammendo con cui stringiamo i piccoli strappi ed allontanamenti di un rapporto spesso eterno.

Il mio mondo di amicizia al femminile è piuttosto vario ma certamente fatto di donne speciali: ciascuna di loro ha avuto un ruolo importante nella mia vita, diverso da quello delle altre, del resto mi guardo bene dal fare comparazioni “di merito” in quanto ciascuna relazione di amicizia ha influito sul mio miglioramento personale e sul mio benessere.

Potrebbe comunque esserti capitato negli anni che il confronto con alcune di loro, ti portasse a metterti in discussione, e magari a chiederti: 

“Ma com’è possibile che lei riesca così bene ed io continui a collezionare insoddisfazioni e mezzi risultati?”

Beh, se sei in questo  “mood del fallimento e del vittimismo” avrai sperimentato l’invidia, generata dalla sensazione di impotenza che stai provando…Ho indovinato?

Stai tranquilla: non colpevolizzarti per ciò che le tue emozioni ti suggeriscono ma utilizza queste informazioni a tuo vantaggio: ti spiegherò come ribaltare la tua prospettiva per sentirti immediatamente più sollevata, ed anche efficace!

Hai mai pensato che probabilmente stai prendendo come riferimento dei modelli femminili che, semplicemente, non funzionano per te?

Sei proprio certa che quei modelli risuonano davvero con la Donna che sei?

Hai mai pensato che invece rispondono così bene agli stereotipi imperanti da mandarti in confusione totale, invece che fungere da faro per te?

La riflessione sui modelli femminili è alla base del lavoro che ho fatto con tante mie clienti che si sono iscritte al percorso 3MesixSvoltare:  nel video di seguito ti porto qualche esempio pratico di donne che hanno trovato la loro realizzazione smettendo di sentirsi sempre la “sorella incapace” delle donne che avevano come riferimento.

Donne e colleghe: l’amicizia al lavoro

Uno dei contesti che maggiormente ci sollecita a confrontarci con altre donne è quello di lavoro.

Immagino sia capitato anche a te di paragonarti alle tue colleghe rispetto al carico di lavoro assegnato, o alle vostre diverse competenze oppure ai meriti, anche in relazione ai riconoscimenti ottenuti da parte di manager e responsabili.

Se invece lavori in proprio la competizione si gioca con le altre professioniste, o nella relazione con le tue clienti o le donne con cui vieni in contatto abitualmente.

In questi casi ciò che genera frustrazione e situazioni spesso difficili da gestire (oltre che tensione e invidia tra donne) è la confusione tra il piano personale della relazione (quindi l’amicizia o presunta tale) e quello professionale (quindi la capacità di essere disponibili, pur rispettando ruoli e logiche organizzative).

Facciamo qualche esempio: 

Il tuo responsabile è solito criticarti se non addirittura mortificarti di fronte alle colleghe: è sua abitudine “concedere” a turno “periodi di grazia” alle collaboratrici del suo team, senza mancare di metterle in competizione tra loro, facendo leva sulle loro fragilità e insicurezze. Anche tu, dopo il tuo “periodo d’oro” ora sei caduta in disgrazia: ciò che fai non va mai bene e ti sembra che le donne che insieme a te siedono al tavolo siano lì in attesa del momento giusto per colpirti e non vedano l’ora di un tuo errore.

Se riconosci la dinamica, sappi che questa è una delle più tipiche strategie che gli uomini ai vertici delle organizzazioni utilizzano per smontare la solidarietà femminile, sentendosi minacciati da questo potere e dalle competenze delle donne con cui si trovano a collaborare.

Nel momento in cui dovessi riconoscere questo “film” ciò che ti consiglio di fare è di rispondere a questo “divide et impera” creando alleanze con le altre donne che come te sono in scacco di questo gioco di potere.

Soltanto in questo modo potrete evitare che l’invidia tra donne diventi l’arma più potente al servizio del patriarcato.

O forse hai fatto un favore ad una collega con cui pensavi di avere una particolare sintonia e sei rimasta delusa quando lei, per tutta risposta, non ha mancato l’occasione per sottolineare una tua mancanza di fronte alla tua capo-progetto?

Se ti sei rivista in una di queste situazioni o, comunque, vivi quotidianamente qualcosa di simile, allora stai commettendo un errore che pian piano ti sta portando fuori strada per due motivi:

  1. stai confondendo il piano professionale con quello dell’amicizia, e questo ti crea difficoltà nel definire le tue priorità nelle diverse situazioni
  2. stai scambiando i feedback con giudizi su te stessa e li utilizzi come metri di misura per definire il tuo valore come persona
  3. ti stai dimenticando che ci sono stereotipi culturali e sociali talmente subdoli e pervasivi che rischiano di danneggiare te e tante altre professioniste capaci, senza motivo se non quello di spegnere la vostra capacità di brillare e realizzarvi come desiderate. Di dire la vostra e di fare squadra come le Donne vincenti sanno fare!

Se il tuo desiderio è ritrovarti presto in una situazione di burnout, assecondare invidie e rivalità è la strategia giusta!!

Ma se non è questo il tuo intento, allora forse c’è un modo più funzionale per “mettere ordine” nelle tue relazioni e viverle più serenamente, come hanno fatto altre donne che si sono iscritte al mio percorso 3MesixSvoltare.

Segui il video per qualche suggerimento su come iniziare a cambiare rotta.

Come difendersi dall’invidia

Quando ho raccontato la mia prima esperienza da bambina alle prese con l’invidia sulla mia pagina Facebook, ho ricevuto molte testimonianze di donne che hanno vissuto sulla loro pelle qualcosa di simile nella vita e nel lavoro. Te ne riporto alcune:

“Anche io ho sperimentato su di me l’effetto doloroso di questi sentimenti fin da bambina e, ancora oggi, assisto incredula al ripetersi di queste dinamiche. Ciò nonostante, sarò sempre dalla parte delle donne, indistintamente”. 

“Purtroppo l’ho vissuto anche io molte volte. L’invidia di una collega che ha fatto in tutti i modi per farmi andare via da un posto di lavoro”.

“L’invidia è difficile da accettare per chi invece non la prova. E in genere si subisce da persone che potrebbero raggiungere i tuoi stessi obiettivi se solo lo volessero, ma in realtà si crogiolano nell’invidia e sprecano energie disseminando dolore. Purtroppo è molto diffusa e se ne dovrebbe parlare di più. In fin dei conti è una reazione a dolori propri che genera aggressività verso gli altri ma non fa bene neppure a sé stesse. Prendersi cura di sé, riconoscerne l’origine e concentrare le proprie energie in maniera positiva farebbe bene agli altri e a sé stesse”.

Ma se ci prendiamo la responsabilità di cominciare ad agire diversamente, per quanto è in nostro potere, prendendo le distanze da queste persone tossiche, allora possiamo sperare di arginare questa tendenza negativa:

Ci hanno separate, educate a viverci come nemiche ma non lo siamo. L’epoca Patriarcale si sta esaurendo. Siamo Sorelle e ci specchiamo l’una nell’altra”.

“L’invidia è un sentimento che non conosco. Amo perseguire gli obiettivi di chi ha qualità superiori alle mie. Amo chi mi costringe a misurarmi con le mie incapacità. Non frequento chi pretende di farlo non avendone le qualità. Le incontro, ma poi cerco di evitarle. Per me non …esistono”.

La prima e più efficace arma contro l’invidia è, dunque, quella di selezionare le persone che meritano il tuo tempo, il tuo amore e le tue energie: ascolta la tua pancia, lei si accorge molto prima della tua testa quando qualcuno che hai vicino desidera soltanto il tuo male o il tuo insuccesso.

Lascia perdere l’idea di voler redimere il mondo, non cadendo nell’inganno di dover dimostrare loro che vali, che vuoi il loro bene e che vuoi aiutarle.

Semplicemente allontanati, chiudi le tue porte e lasciale andare altrove.

Circondati di modelli femminili e di amicizie  che abbiano le caratteristiche della donna in cui vuoi realmente evolverti, e cammina a testa alta accanto a loro!

Se anche tu continui ad ingannarti e da sola non fai altro che affondare ancora di più nella tua frustrazione, sarò felice di offrirti il mio supporto professionale per uscire da questo stallo!

Fissa la tua call informativa gratuita: faremo insieme una diagnosi della tua situazione attuale e per capire se il mio percorso può essere risolutivo per te, come per molte altre donne che si sentivano inadeguate e che sono poi riuscite, con il mio aiuto, a valorizzarsi in modo efficace, raggiungendo i propri obiettivi professionali.

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